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I NATIVI DIGITALI

Come "trattare" i nativi digitali

di Stefano Stefanel, Pavone Risorse 25.9.2009

Ad un certo punto in La regina dei castelli di carta, terzo volume della
Millenium Trilogy di Stieg Larsson si legge: “Lisbeth Salander uscì dalla chat
e andò in Internet a cercare il server che le aveva indicato Plague. Impiegò le
successive tre ore a esaminare cartella dopo cartella l’hard disk di
Teleborian”. Una nuova popolazione si aggira tra di noi e questo ci sconcerta
invece di interessarci. Sono i nativi digitali, coloro che appena nati si sono
trovati immersi nelle possibilità di eseguire attività attraverso strumenti di
tipo digitale (nati con la tastiera in mano). Nella loro breve vita i nativi
digitali acquisiscono competenze di cittadinanza attraverso strumentazioni
sempre nuove e con nuovi linguaggi, che noi non abbiamo conosciuto alla loro
età. Attualmente rappresentano solo un gruppo, ma col passare del tempo tutta

L'arte di ascoltare

"La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l’accenda e vi infonda l’impulso della ricerca e un amore ardente per la verità."
L’Arte di Ascoltare, Plutarco

“Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri,
ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.”
(Wen Tzu, testo classico taoista)

Noi, docenti, abbiavo il dovere di accendere gli animi degli studenti verso una curiosità costruttiva affinché possano diventare padroni del loro destino.

A riguardo ho trovato:

“Adulti imparate ad ascoltarci
le nostre parole valgono
sono importanti, dateci a mente.
Ritornate bambini
riscoprite le vostre emozioni perse
vedrete che ci capirete meglio.”
(Anonimo dell’ITIS)

Stefania

http://futurscuola.altervista.org/portale/sites/default/files/l'Arte.jpg

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Come vorreste la scuola di oggi?

futurscuola

Questo sito nasce con il preciso scopo di motivare studenti e colleghi verso una scuola "nuova" che formi in considerazione delle diversità dei singoli agenti. Gli apprendenti non sono vasi che devono essere riempiti, ma individui che devono riuscire ad esprimere tutte le loro potenzialità senza condizionamenti. I docenti, invece, hanno l'arduo compito di ascoltarli, aiutarli a capire se stessi e a gestire l'interazione con gli altri, aiutarli a sbocciare in modo consapevole nel contesto di oggi.
Speriamo che questo possa diventare luogo di confronto, proposte, idee, progetti ma anche di consigli e linee guida per un percorso formativo attuale e, soprattutto, contestualizzato.
Colleghi, lasciamo le toghe dei cattedrati, indossiamo abiti da lavoro ed iniziamo a porci in ascolto attivo per educare nel pieno rispetto dei ragazzi.
Buon lavoro!
Stefania Catalano

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